“Il commissariamento deve durare altri tre anni”

Ma Scura potrebbe rischiare. La decisione nelle mani della neo ministra Giulia Grillo

di Francesco Pungitore


“Servono almeno altri tre anni di commissariamento”. La previsione porta la firma dell'ingegnere Massimo Scura, commissario ad acta per la Sanità in Calabria. Una dichiarazione accompagnata da una serie di considerazioni sulle tante emergenze ancora irrisolte: a cominciare dai Lea (i livelli essenziali di assistenza), ben lontani dagli obiettivi ottimali. Tre anni, dunque, prima di “tornare alla normalità”. Ma a chi sarà affidata, in questo ulteriore lasso di tempo, la reggenza del comparto salute regionale? Potrebbe essere questo uno dei primi nodi da sciogliere sul tavolo della neo ministra Giulia Grillo (M5S). C'è da dire che tra Scura e i parlamentari calabresi del Movimento 5 Stelle i rapporti non sono sempre stati idilliaci. Sensazione confermatissima, rileggendo comunicati stampa e articoli più o meno recenti. Ma l'ingegnere, vicino all'ex ministro Beatrice Lorenzin, non può neanche definirsi un “amico” dell'attuale governatore bruzio Mario Oliverio (Pd). Anzi, proprio con il presidente della Regione ha dato vita a durissimi scontri (dialettici) ed epiche prove di forza (documentali). Massimo Scura non aiuta a diradare i dubbi, dichiarandosi fiducioso sul fatto che verrà giudicato “sui fatti e i risultati” e non per partito preso. Intanto, però, c'è chi si butta con le mani avanti e anticipa le possibile mosse del Governo. Gennaro Lamberti, presidente nazionale di Federlab Italia, l'associazione rappresentativa dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatoriali privati accreditati (con oltre 2.000 strutture associate presenti su tutto il territorio nazionale) spara a zero: “Cittadini in balia degli eventi, laboratori di analisi ridotti sul lastrico: il neo-ministro della Salute rimuova subito il commissario ad acta Massimo Scura prima che faccia altri danni nella sanità calabrese”. Lamberti punta il dito contro quello che definisce “l'atteggiamento proditorio del commissario Scura nei confronti della specialistica ambulatoriale” e “l'inconcepibile trasferimento di quasi un quarto del fondo ad essa destinato, a beneficio delle case di cura private”. “Togliere soldi ai laboratori accreditati, negare l'erogazione del volume di prestazioni di cui effettivamente ha bisogno il cittadino-paziente - prosegue - significa aumentare la spesa sul versante dei ricoveri ospedalieri, ovvero implementare il costo stesso dell'assistenza sanitaria. Circostanza, questa, che in una regione come la Calabria, alle prese con il piano di rientro dal debito sanitario, rappresenta non solo un errore gravissimo ma anche marchiano, rendendo, di fatto, inevitabile, a nostro giudizio, una valutazione critica dell'operato di Scura da parte del Governo”. “Abbiamo chiesto un incontro urgente con il neo-ministro Giulia Grillo per illustrare prima di tutto la situazione di denegata assistenza che si sta concretizzando per i cittadini calabresi e poi la macroscopica sperequazione nel trattamento, in stile figli e figliastri, che viene riservato ad associazioni di categoria come la nostra” aggiunge, dal canto suo, Alessia Bauleo, rappresentante di Federlab Calabria. “In regioni così difficili come la Calabria - conclude Bauleo - dovrebbe essere potenziata la prevenzione che è propria della specialistica a confronto del trattamento, oltretutto molto più costoso economicamente e socialmente, dei casi acuti. Non a caso la nostra regione è all'ultimo posto nella graduatoria per peggioramento dell'aspettativa di vita”. In questo clima, toccherà al ministro Grillo indicare la nuova rotta della sanità calabrese.  Compito, certamente, non facile.

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