La lettera: diritto alla salute in trend regressivo

Le risorse stanziate non sono adeguate agli impegni presi

di Tonino Aceti*


Siamo in un trend regressivo per quello che riguarda il diritto alla salute. Questo fa sì che le risorse stanziate non siano adeguate agli impegni presi, prima di tutto riguardo le prestazioni previste nei nuovi livelli di assistenza (Lea), che ancora restano un miraggio per la maggior parte dei cittadini. Da oltre un anno aspettiamo il decreto che doveva ridefinire le nuove tariffe relative al nomenclatore dei dispositivi e l'elenco delle prestazioni specialistiche. Il mancato varo, forse proprio perché non tornano i conti e non ci sono le risorse necessarie, crea un tappo che impedisce ai cittadini di usufruire di quanto previsto nei nuovi Lea. Come denunciato dalle Regioni, la riduzione dell'incidenza del Fondo sanitario sul Pil dal 6,6% al 6,4% porta il nostro paese a essere maglia nera tra i Paesi Ocse. Tuttavia la programmazione della spesa pubblica per la sanità non è figlia solo dell'ultimo Def e di appelli ne abbiamo lanciati già tanti. Basti pensare che per il 2018 era previsto inizialmente un finanziamento per la sanità di 115 miliardi, ma è poi stato ridotto a 113,4 miliardi. Quindi l'appello alla Commissione speciale, affinché convochi anche le associazioni che rappresentano i cittadini. Se non arriverà un invito, procederemo con una richiesta di audizione.


*Coordinatore Nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva

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